Nonostante sia considerato “l’alimento più letale al mondo”, 500 milioni di persone lo consumano ancora e causa oltre 200 vittime ogni anno.

Una pianta robusta… ma non priva di peculiarità
Spesso si trascura il fatto che la manioca possiede un sistema di difesa naturale. Contiene infatti dei composti chiamati glucosidi cianogenici. Queste sostanze, naturalmente presenti nella pianta, possono diventare problematiche se l’alimento non viene preparato correttamente.

Ciò non significa che la manioca sia intrinsecamente pericolosa. Al contrario: se lavorata correttamente, è perfettamente sicura e nutriente. Il vero problema risiede nel modo in cui viene lavorata prima di essere consumata.

Perché la preparazione è un passaggio essenziale

Nelle tradizioni culinarie locali, la preparazione della manioca è un’abilità tramandata di generazione in generazione. A seconda della regione, può essere sbucciata, messa a bagno, fermentata, essiccata e poi cotta a lungo. Questi passaggi non sono insignificanti: contribuiscono a ridurre la presenza di composti naturali potenzialmente dannosi.

Passaggi per la preparazione della manioca:
Peeling
La buccia esterna e il sottile strato sottocutaneo della manioca vengono rimossi, poiché concentrano gran parte delle sostanze indesiderate.

Lavaggio
Le radici vengono lavate accuratamente con acqua pulita per rimuovere impurità, terra e residui.

Taglio
La manioca viene tagliata a pezzi per facilitare le fasi successive e migliorare l’estrazione dei composti naturali.

Ammollo o fermentazione
I manufatti vengono immersi in acqua per un periodo che varia da diverse ore a diversi giorni, a seconda delle tradizioni locali. Questo passaggio è fondamentale per ridurre le sostanze tossiche naturali.

Asciugatura (facoltativa a seconda dell’utilizzo)
In alcuni metodi, la manioca viene poi essiccata al sole per conservarla più a lungo o per trasformarla in farina.

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