Questo significa forse che dovremmo abbandonare completamente ogni forma di regolamentazione? Non necessariamente. Potrebbe emergere un terzo approccio, più equilibrato. Invece di imporre visite mediche obbligatorie, perché non concentrarsi sulla partecipazione volontaria e sulla prevenzione? Corsi di aggiornamento permetterebbero agli anziani di rinfrescare le proprie conoscenze sul codice della strada e di adattare la guida alle proprie capacità in continua evoluzione. Controlli medici volontari li incoraggerebbero a consultare un medico senza alcuna pressione. Infine, semplici interventi di miglioramento della rete stradale (segnaletica più chiara, incroci riprogettati, tempi di attraversamento pedonale più lunghi) potrebbero migliorare notevolmente la sicurezza per tutti. In definitiva, invecchiare non significa necessariamente dover riporre la patente. Significa semplicemente imparare a guidare in modo diverso, con prudenza e consapevolezza.
